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C’è un momento speciale, per chi ama l’arte, in cui le porte dello studio dell’artista si schiudono e ci è permesso di spiare non solo le sue opere, ma i suoi pensieri più intimi. È esattamente questa la sensazione che si prova leggendo "Tra la pittura e le parole", una lucidissima e onesta riflessione pubblicata dal pittore santospiritese Leonardo Basile sul suo sito personale.
In un mondo dell'arte spesso soffocato da critiche astruse, concettualismi esasperati e "spiegoni" accademici utili solo a riempire i cataloghi, la voce di Basile arriva come una boccata d'aria fresca. È la voce di un artigiano della pittura che non ha paura di mostrare la propria vulnerabilità davanti a una domanda che ogni artista si è sentito rivolgere almeno una volta nella vita: «Perché hai fatto questo dipinto? Cosa rappresenta?»
Ciò che colpisce fin dalle prime righe del testo di Basile è il contrasto tra il tempo protetto della creazione e l'impatto con il mondo esterno. Davanti alla tela, l'artista si muove in un perimetro di libertà assoluta: può distruggere, ricostruire, inseguire una sfumatura per giorni senza che nessuno gli metta fretta. Poi, arriva la necessità di tradurre quella materia visiva in linguaggio verbale.
«La pittura, in fondo come per tutti coloro che 'fanno arte', è il mio modo di parlare quando le parole non mi bastano.»
Con grande umiltà, Basile ammette che la pittura per lui non è la mera trascrizione di un'idea prefissata. Spesso è il colore stesso a suggerire la strada, è il processo creativo a rivelare all'artista ciò che stava realmente cercando.
Uno dei passaggi più riusciti e condivisibili dell'articolo riguarda la funzione (o la non-funzione) della spiegazione nell'arte. Basile prende nettamente le distanze dall'ossessione contemporanea di voler spiegare tutto a tutti i costi.
Non serve un dizionario di termini difficili per difendere un quadro. Se un’opera ha bisogno di troppe parole per reggersi in piedi, forse il problema sta proprio nell'opera. L'artista sceglie invece una via più trasparente: raccontare il percorso, le intenzioni originali, i dubbi, lasciando però la porta spalancata all'interpretazione dello spettatore.
Particolarmente stimolante è la sua visione delle mostre e delle serie pittoriche. Cinque dipinti non sono mai solo cinque oggetti separati; sono le tappe di un viaggio unico. Un problema cromatico non risolto in un quadro diventa il motore di ricerca per quello successivo.
In questo senso, le parole dell'artista servono solo a questo: mostrare il filo sottile che collega le opere, permettendo a chi guarda di cogliere l'evoluzione di una ricerca che non si esaurisce mai nel singolo telaio.
Nella parte finale, Basile regala una bellissima lezione di sincerità. Confessa di sentirsi molto più a suo agio di fronte a una tela che non risponde, piuttosto che di fronte a un pubblico in attesa. Ma rifiuta l'idea di doversi trasformare in un conferenziere per essere ascoltato:
«Posso semplicemente parlare del mio lavoro così come lo vivo. Con le mie incertezze, le mie contraddizioni, le mie convinzioni e anche con tutto ciò che ancora non so.»
È proprio questa accettazione dell'incertezza a rendere la sua pittura così viva.
Il testo si chiude con un bellissimo atto di generosità: il dipinto, una volta terminato, viene "messo al mondo" e smette di appartenere unicamente al suo creatore. Le parole dell'artista hanno fatto il loro dovere, hanno accompagnato lo spettatore fino al limite del quadro, ma ora devono farsi da parte.
Rileggendo queste righe di Leonardo Basile, viene voglia di correre di fronte a una sua tela, spegnere il rumore di fondo delle spiegazioni e semplicemente... guardare.
Se volete leggere la riflessione originale di Leonardo Basile, potete trovarla direttamente sul suo blog: Leonardo Basile - Tra la pittura e le parole
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Tag: arte, leonardo-basile, pittura
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C’è un momento speciale, per chi ama l’arte, in cui le porte dello studio dell’artista si schiudono e ci è permesso di spiare non solo le sue opere, ma i suoi pensieri più intimi. È esattamente questa la sensazione che si prova leggendo "Tra la pittura e le parole", una lucidissima e onesta riflessione pubblicata dal pittore santospiritese Leonardo Basile sul suo sito personale.
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Post aggiunto da Loredana Grassi il 23 Settembre 2026 alle 12:53
Affacciata sul mare Adriatico, la Torre Saracena di Bari S. Spirito è uno dei simboli più riconoscibili dell'antico borgo marinaro. La sua presenza, severa e insieme profondamente mediterranea, appartiene da secoli al paesaggio di S. Spirito e ne racconta la particolare relazione con il mare.
La torre fu edificata nel XVI secolo, nell'ambito del sistema difensivo costiero del Regno di Napoli, una complessa rete di torri di avvistamento costruite lungo le coste del Mezzogiorno per segnalare tempestivamente l'arrivo delle navi nemiche e proteggere le popolazioni dalle incursioni provenienti dal mare.…
Post aggiunto da Associazione LEONARDO da VINCI il 20 Settembre 2026 alle 14:35
Forse la categoria dei giornalisti — della carta stampata come della televisione — dovrebbe recitarsi un De profundis. Non tanto per augurarsi la scomparsa della categoria, quanto per prendere atto della profonda crisi di credibilità nella quale una parte - gran parte - dell'informazione sembra essersi volontariamente inabissata.
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La notizia è diventata…
Post aggiunto da Leonardo Basile il 13 Settembre 2026 alle 20:57
Post aggiunto da Leonardo Basile il 7 Settembre 2026 alle 6:33
Nel corso del mio percorso artistico ho realizzato molte opere, diverse per tecnica, linguaggio, periodo e ricerca. Ognuna è nata da un momento preciso, da un'idea, da una riflessione, da una necessità espressiva.
Guardandole oggi, a distanza di anni, mi rendo conto che alcune di esse raccontano molto più di quello che appare a un primo sguardo. Dietro una forma, un colore, una composizione o una scelta tecnica c'è spesso un pensiero, una domanda, un percorso che non…
ContinuaPost aggiunto da Leonardo Basile il 6 Settembre 2026 alle 6:00
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Attraverso la trasparenza dell’acquerello, le immagini d’epoca vengono sottratte alla fissità documentaria della fotografia e acquistano una nuova dimensione poetica. Il porto, le barche dei pescatori, le banchine, le strade, le chiese, le case, le ville, i tram, le automobili e le figure che animavano la vita quotidiana…
ContinuaPost aggiunto da Leonardo Basile il 19 Agosto 2026 alle 21:30
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Post aggiunto da Loredana Grassi il 8 Giugno 2026 alle 21:16
Post aggiunto da Leonardo Basile il 6 Giugno 2026 alle 21:00
Post aggiunto da Associazione LEONARDO da VINCI il 21 Maggio 2026 alle 21:00
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